Autore: Benedetta Lupo

    BANCAROTTA, NE BIS IN IDEM CON LIMITAZIONI: Contestazione in unico procedimento? Doppia condanna.

    Di Avv. Prof. Stefano Loconte e Avv. Giulia Maria  Mentasti

    La sentenza della Cassazione  in un caso di bancarotta fraudolenta e distruzione di documenti contabili. 

    Via libera alla duplice contestazione, in concorso, del reato di bancarotta fraudolenta documentale (art. 216 c. 1 n. 1 e c. 2 l.f.) e del reato fiscale di occultamento o distruzione di documenti contabili (art. 10 d.lgs. 74/2000). 

    E’ quanto emerge dalla sentenza 22486/2020, che i nostri professionisti Stefano Loconte e Giulia Maria Mentasti hanno commentato per IO7, e con cui la sezione quinta penale della Cassazione ha rilevato che, pur nella coincidenza delle due condotte materiali, si tratta di reati che offendono beni giuridici diversi e sono animati da un differente fine. 

    Ma attenzione, perché questo vale se gli illeciti siano trattati congiuntamente nel medesimo procedimento; mentre se un soggetto sia già stato giudicato, con sentenza definitiva, per uno dei due reati, concernenti la stessa documentazione, l’esercizio dell’azione penale per l’altro reato è precluso.

    Trovate l’articolo completo su ItaliaOggi7 di Lunedì 7 Settembre 2020, pag. 11.

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    Confisca agli evasori più facile: Sequestro anche per i beni acquistati prima del reato

    Di Avv. Prof. Stefano Loconte e Avv. Giulia Maria Mentasti

    Più facile, e addirittura duplicabile, la confisca per gli evasori: la conferma sul punto arriva direttamente della Guardia di Finanza, con circolare 0216816/2020 del primo settembre avente a oggetto le «modifiche alla disciplina dei reati tributari e della responsabilità amministrativa degli enti» e che i nostri professionisti Stefano Loconte e Giulia Maria Mentasti hanno illustrato per IO.

    Accanto alla tradizionale confisca che nel caso di condanna o patteggiamento già colpisce tutti beni che costituiscono il profitto o il prezzo dell’illecito fiscale, per i più gravi reati tributari sarà applicabile anche una nuova misura, c.d. per sproporzione perché consentirà di confiscare anche tutti quei beni di cui il condannato non può giustificare la provenienza, avendone la disponibilità a qualsiasi titolo in valore sproporzionato al proprio reddito o alla propria attività economica

    Trovate l’articolo completo nella rubrica Diritto&Fisco pag.25 di Italia Oggi del 8 Settembre 2020.

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    Italia Oggi
    Parola d’ordine: compliance – Nuovi obblighi e sanzioni per imprese e professionisti

    Di Avv. Prof. Stefano Loconte e Avv. Giulia Maria Mentasti

    Dall’Europa bastimenti carichi di obblighi e adempimenti di compliance, nonché relative sanzioni, in materia tributaria, targati “PIF” e “Dac6”.

    I nostri professionisti Stefano Loconte e Giulia Maria Mentasti hanno illustrato per ItaliaOggi7 le prescrizioni del legislatore europeo affinché contribuenti, professionisti e imprese siano compliant alle disposizioni dettate in materia fiscale hanno trovato il pieno recepimento interno, così che al rientro delle vacanze sono molti gli oneri a cui adempiere

    Trovate l’articolo completo su ItaliaOggi7 di Lunedì 31 Agosto 2020, pag.11

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    ” Infedele e omessa dichiarazione: modello Redditi 2020 al test dei nuovi reati tributari”

    di Avv. Prof. Stefano Loconte

    Il decreto fiscale 2020, nell’affrontare la riforma dei reati tributari, è intervenuto anche sui delitti di infedele e di omessa dichiarazione, con delle modifiche che, pur meno severe rispetto a quelle previste per i comportamenti fraudolenti, meritano segnalazione per gli effetti pratici che ne derivano. In vista della stagione dei dichiarativi, con la presentazione dei modelli Redditi in scadenza entro il prossimo 30 novembre, il nostro Managing Partner Stefano Loconte illustra per il Quotidiano Ipsoa le novità, anche alla luce del recentissimo D.Lgs. n. 75/2020, che ha recepito la direttiva PIF e inasprito ulteriormente il trattamento dei delitti dichiarativi.

    Il Quotidiano Ipsoa 

    RECOVERY FUND: UNA SCADENZA EUROPEA SENZA PIANI CONCRETI

    Di Avv. Prof. Stefano Loconte

    45 giorni per il futuro dell’Italia!

    Mancano circa 45 giorni alla scadenza per presentare all’Ue il piano di investimenti e riforme e accedere ai 209 miliardi di euro del Recovery Fund. 

    È una cifra enorme (127 miliardi di debito, 82 miliardi contributi a fondo perduto) da destinare a progetti su cui dovrà fondarsi la ripresa economica (e non solo) del nostro Paese. Un passaggio fondamentale per il nostro futuro.

    Ebbene, nonostante il breve lasso di tem- po, non è possibile avere ancora alcun tipo di notizia in merito ai progetti su cui il governo sta lavorando e nemmeno delle relative linee guida.

    Non è possibile immaginare la dispersione di tali poderosi fondi in una miriade di progetti e progettini. Occorre, invece, un limitato numero di progetti a cui destinare gl investimenti per rilanciare il nostro Paese.

    Molti economisti scommettono che già il prossimo anno l’Italia sarà costretta a ri- strutturare il proprio debito, ma se riusciremo a gestire efficacemente e con coraggio questa delicatissima partita, cacceremo tutti questi gufi. Ci affidiamo, quindi, ai nostri governanti, sperando nella loro illuminazione. E soprattutto augurandoci di non essere, ancora una volta, delusi.

    Trovate l’articolo completo a pagina 15 di Libero quotidiano di Martedì 1 Settembre, disponibile anche qui a seguito in formato PDF. (Download)

    IL NUOVO REGOLAMENTO DEGLI ARBITRATI NELL’ARTE

    Di Dott.ssa Elisa Carollo

    Lo scorso 13 Luglio 2020 si è tenuto un incontro virtuale organizzato dalla Camera Arbitrale di Venezia volto a presentare il nuovo Regolamento degli Arbitrati nell’Arte, entrato in vigore il 28 aprile 2020.

    Come già trattato in un precedete articolo (cfr. https://www.quidmagazine.com/index.php/diritto-dell-arte/1217-adr-un-alternativa-nella-risoluzione-delle-dispute-in-ambito-artistico-e-creativo-l-arbitrato-e-la-mediazione-di-elisa-carollo), negli ultimi anni è aumentata sempre più la consapevolezza che l’ADR sia il modo più conveniente ed efficiente, sia in termini di tempo che di costi, per risolvere le complesse controversie che possono sorgere nel mondo dell’arte.

    In risposta a tale esigenza la Camera Arbitrale di Venezia ha predisposto un regolamento specifico destinato a disciplinare gli arbitrati su controversie relative alle arti e ai beni da collezione.

    In questo articolo per Quid Magazine la nostra Art Advisor Elisa Carollo ha analizzato i principali punti fissati dal nuovo Regolamento. Trovate l’articolo online a questo link. In alternativa è disponibile il PDF scaricabile qui a seguito (Download)

    NELLE NORME PER L’EMERGENZA C’È ANCORA TROPPA INCERTEZZA

    Di Avv. Prof. Stefano Loconte

    Settembre si presenta come un mese particolarmente complesso, anche in considerazione del fatto che occorrerà iniziare a liquidare le varie imposte e tasse che erano rimaste sospese in virtù delle prime norme emergenziali introdotte a supporto dell’economia.

    Delle norme che, come più volte evidenziato, avevano (e continuano ad avere) il grosso limite di rappresentare una visione di troppo breve periodo a fronte di una crisi sistemica che, invece, ha delle prospettive, purtroppo, di ben più ampia portata.

    Occorre eliminare immediatamente qualsiasi tipo di incertezza interpretativa in merito alle varie norme in campo e mettere gli operatori in condizione di poter agire in un regime di serenità, almeno amministrativa, avendo ben chiaro quello che si può fare e quello che non si può fare. E con quali procedure.

    Trovate l’articolo completo su Libero Economia del 25 Luglio, pag.15.

    Il PDF della singola pagina è disponibile qui a seguito ( Download)

    Italia Oggi
    Modelli 231, upgrade necessari. Sempre più reati tributari fra i delitti-presupposto.

    Di Avv. Prof. Stefano Loconte e Avv. Giulia Maria Mentasti

    Aggiornamento dei modelli 231 non più procrastinabile: è quanto consegue dal d.lgs. 75/2020, entrato in vigore il 30 luglio scorso, e che recepisce la direttiva europea nota come P.I.F.

    Come illustrato dai nostri professionisti Stefano Loconte e Giulia Maria Mentasti per ItaliaOggi7, tra le disposizioni di più immediato impatto per le imprese, spicca la responsabilità amministrativa da reato per le grandi frodi IVA, completando così l’opera di estensione della responsabilità ex d.lgs. 231/2001 all’ambito penal-tributario, già in parte realizzata con la riforma dello scorso dicembre di cui alla legge 157/2019

    Trovate l’articolo completo su ItaliaOggi7 di lunedì 24 Agosto, pag.2

    In alternativa l’articolo è disponibile anche qui a seguito in PDF (Download)

    Italia Oggi
    Frode fiscale senza distinguo: Ai fini dell’inesistenza contano sia l’oggetto sia il soggetto

    Di Avv. prof. Stefano Loconte e Avv. Giulia Maria Mentasti

    Pur a fronte di regolare pagamenti, l’interposizione illegale di manodopera equivale a falsità e l’utilizzo delle fatture integra il delitto di frode fiscale.

    Questo è quanto affermato dalla sentenza n. 20901/2020, che i nostri professionisti Stefano Loconte e Giulia Maria Mentasti hanno commentato per ItaliaOggi7, e con cui la terza sezione penale della Corte di cassazione ha superato la tesi secondo la quale, in caso di fatture solo soggettivamente inesistenti, ossia in caso di semplice simulazione soggettiva, non sarebbe configurabile il reato, perché non sarebbero esposti costi non sostenuti.

    La censura potrebbe essere apprezzata solo per l’evasione alle imposte dirette, nei casi in cui effettivamente si accerti che gli elementi passivi esposti corrispondano a costi effettivamente sostenuti; l’evasione dell’IVA, invece, resta configurabile anche in presenza di costi effettivamente sostenuti.

    Trovate l’articolo completo su ItaliaOggi7 di Sabato 15 Agosto, pag. 13.

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    La pioggia di prestiti (non dello Stato) metterà a rischio il sistema bancario

    Di Ava. Prof. Stefano Loconte

    È stato enorme il clamore generato dalla questione del bonus dei 600 euro chiesto e ottenuto da alcuni parlamentari. 

    La politica farà il suo corso e vedremo se saranno adottati provvedimenti sanzionatori nei confronti di costoro (e di quale entità) ma il caso offre la possibilità di fare un’analisi tecnica delle modalità operative con cui sono stati erogati gli aiuti economici e finanziari collegati all’emergenza pandemica e di provare ad anticipare alcuni dei possibili scenari futuri derivanti da essi.

    La scelta del nostro Governo, avallata dal Parlamento, è stata quella dei c.d. “aiuti a pioggia” cioè erogazioni a cui potevano accedere sostanzialmente tutti, indistintamente. Lo abbiamo visto con i citati 600 euro, ma anche con le erogazioni dei finanziamenti di 25.000 euro effettuate dal sistema bancario con la garanzia dello Stato.

    Chiaramente, con un approccio di questo genere, il grande rischio è che a tali aiuti abbiano potuto accedere tutti, ma veramente tutti, indipendentemente da una situazione di effettivo bisogno. Ma il vero problema si realizzerà proprio dalla misura dei 25.000 euro.

    Considerati i dati particolarmente negativi che stanno emergendo con riferimento ai principali indici macroeconomici e, in particolare, sulla variazione del PIL e del tasso di disoccupazione, quando gli effetti degli interventi governativi termineranno e dovranno riprendere i pagamenti, l’entità delle inadempienze sui prestiti potrebbe esplodere a livello esponenziale e, conseguentemente, impattare sui bilanci delle banche stesse che, a loro volta, soprattutto per quelle il cui livello di patrimonializzazione non appare particolarmente elevato, potrebbero entrare in difficoltà, dando avvio ad una spirale di crisi sistemica ancora più rilevante.

    Trovate l’articolo completo su Libero Economia di Martedì 18 agosto 2020, pag.8

    Il PDF della singola pagina è disponibile anche qui a seguito (Download)

    Libero
    INVESTIRE SULLA BELLEZZA: Bastano dieci mila euro per fare soldi con l’arte.

    Intervista a Avv. Prof. Stefano Loconte – di Lucia Esposito

    Oggi l’incertezza del mercato finanziario ha trasformato i quadri in beni rifugio a cui gli investitori ricorrono incoraggiati anche da rendimenti che in alcuni casi superano perfino il 7,5% annuo (fonte: Deloitte Art & Finance report del 2019). Con la pandemia molti investitori hanno visto volatilizzarsi il valore di titoli considerati sicuri, mentre è stata premiata la coraggiosa lungimiranza di collezionisti che hanno investito nell’opera giusta senza peraltro essere Paperon de Paperoni.

    Non serve, dicevamo, essere milionari per avvicinarsi a questo mondo. Per iniziare bastano anche diecimila euro.

    L’importante è non lanciarsi da soli in questo settore tanto affascinante quanto complesso, non fidarsi dei consigli di fantomatici esperti che affollano il web e non seguire il proprio istinto. «Meglio evitare le avventure e farsi aiutare da un vero esperto», spiega il professor Stefano Loconte fondatore dello studio Loconte&Partners che, per primo, ha istituito la figura dell’art advisor all’interno di uno studio professionale. «Si tratta di un esperto che supporta il cliente anche nei processi di valutazione dell’autenticità dell’opera e del suo potenziale».

    Il cliente va altresì seguito da un punto di vista legale e fiscale per quanto riguarda l’acquisto e la vendita di opere d’arte all’estero, per esempio, con gli atti di importazione e di esportazione».

    C’è poi il grande tema della successione: se un collezionista vuole che alla sua morte l’insieme dei suoi quadri non vada disperso ha bisogno di un professionista che crei strumenti giuridici ad hoc comela fondazione o il trust che garantiscono l’integrità di quella raccolta di quadri.

    Diventare collezionisti non è più un sogno proibito riservato a pochi come accadeva in passato. Ma proprio perché il mondo dell’arte attira sempre più l’interesse degli investitori, il rischio di subire truffe è ancora più alto: meglio agire con prudenza e chiedere aiuto a chi conosce le regole.

    Trovate l’articolo completo sulla pagina culturale (pag. 19) di Libero Quotidiano del 14 agosto 2020. A seguito è qui disponibile una versione PDF della singola pagina.(Download)

    Italia Oggi
    ⁣RESPONSABILITÀ 231 IN FORMATO XL: nel catalogo dei reati presupposto anche quelli tributari

    Di Avv. Prof. Stefano Loconte e  Giulia Maria Mentasti

    Si amplia la responsabilità ex d.lgs. 231/2001 da reato tributario: è quanto consegue dal d.lgs. 75/2020, entrato in vigore il 30 luglio scorso, e che recepisce la direttiva europea nota come Pif. ⠀

    Come illustrato dai nostri professionisti Stefano Loconte e Giulia Maria Mentasti per ItaliaOggi7, tra le disposizioni di più immediato impatto per le imprese, spicca la responsabilità amministrativa da reato per le grandi frodi Iva, aggiungendo un nuovo tassello all’estensione della responsabilità 231 all’ambito penal-tributario, già avviata con la riforma dello scorso dicembre.⠀

    Trovate l’articolo completo su ItaliaOggi7 di Lunedì 10 Agosto, pag.9.⠀

    In alternativa il PDF della singola pagina è disponibile anche qui a seguito: (Download)